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Visti E1 e E2

Aree di attività

Visti E1 e E2

I visti E sono tra i più diffusi visto che sono destinati ad un folto gruppo d’individui ed imprese ed ai loro dipendenti, da commercianti e imprenditori, a professionisti ed artisti. Come si può facilmente comprendere leggendo la descrizione delle diverse tipologie di visti E, vi sono diversi requisiti da rispettare e tenere a mente per poter richiedere tali visti. La consulenza legale pertanto diventa fondamentale, non solo strettamente al campo dell’immigrazione, ma anche alla formazione di società e contratti alla base della richiesta del visto, così da poter avere l’impianto di documenti e prove richieste dall’immigrazione americana. Spesso infatti, si attende fino alla fine prima di richiedere il visto, concentrando i propri sforzi iniziali solo sulla fase di avviamento della società. Questo comporta una serie difficoltà in fase di richiesta del visto, dove spesso mancano requisiti o documenti fondamentali per l’ottenimento dello stesso, proprio a causa di una non corretta impostazione iniziale.

E-1 visto per commercio:

Il visto E-1 (o “Treaty Trader”) è il visto destinato a chi intrattiene con frequenza attività commerciali o prestazioni di servizi con gli Stati Uniti. Tali frequenti scambi vanno correttamente documentati e devono rispondere a proporzioni ben precise affinché si possa ottenere tale visto. Questo visto viene spesso utilizzato da commercianti o imprese d’import-export ma, potendosi estendere anche alla prestazione di servizi, è richiedibile anche da professionisti o altri soggetti dediti ad attività di vario tipo, come architetti, artisti, e artigiani. Il visto E-1 viene rilasciato per un massimo di 5 anni e poi esteso per ulteriori periodi di 5 anni, fintanto che persistano tutti i requisiti di base.

In merito a tale visto, l’avvocato Sonia Oliveri è disponibile a fornire una prima consulenza gratuita.

E-2 visto per investitore:

L’Italia è tra i paesi che possono usufruire del visto E-2. Il visto E-2 è il visto destinato a chi desideri investire una somma di denaro negli Stati Uniti al fine di far partire un’attività commerciale o di servizi, o al fine di subentrare in un business già operativo. Il nostro studio è in grado non solo di fornire consulenza legale per la richiesta di visto, ma anche di mettere in contatto con possibili attività da rilevare o formare, spesso con le modalità del franchising.

L’investimento richiesto per un Visto E-2 è variabile. Viene spesso erroneamente affermato che per ottenere un visto E-2 è necessario un investimento attorno ai centomila dollari. Tale preconcetto è non solo privo di ogni fondamento giuridico, ma spesso lontano anche dalla realtà pratica. Le leggi rilevanti in materia non dettano alcun tipo di soglia. Al contrario, dettano un principio di proporzionalità. L’investimento è considerato accettabile o meno in relazione al tipo di attività che si desideri svolgere. Ossia, per attività con bassi costi di avviamento sarà richiesto un investimento che copra la quasi totalità dei costi iniziali. Viceversa, per attività con alti costi di avviamento potrà considerarsi sufficiente un investimento che copra solo una parte dei costi iniziali. Pertanto, anche un investimento di soli ventimila dollari può essere sufficiente ai fini dell’ottenimento del visto E-2, qualora l’attività in questione non richieda, per sua natura, un ingente costo iniziale e quest’ultimo venga interamente sostenuto. Si pensi, ad esempio, ad uno studio legale; in tal caso un investimento di poche migliaia di dollari mirante a coprire solo i primi mesi di affitto per il locale, e le apparecchiature tecniche necessarie (computer, telefono, etc.), può essere considerato sufficiente. Allo stesso modo, un investimento di centomila dollari può non essere sufficiente qualora l’attività intrapresa richieda un dispendio economico iniziale ingente. Centomila dollari non saranno probabilmente considerati sufficienti, per esempio, nel caso dell’apertura di un nuovo hotel, o di una nuova compagnia di trasporti, in quanto rappresenterebbero un investimento troppo piccolo in proporzione ai reali costi di avviamento da sostenere.

Quello dell’investimento non è l’unico requisito del visto E-2. E’ inoltre necessario che l’investimento sia fatto da un cittadino Italiano o da una compagnia controllata da un cittadino Italiano (o di un altro dei paesi nei quali è possibile richiedere il visto E-2). Anche sul requisito del controllo, si sentono spesso affermazioni non corrette. In particolar modo, come norma generale, si ritiene che colui che richiede il visto E-2 debba possedere almeno il 50.1% delle quote societarie. Questo non corrisponde al vero nei casi in cui la società sia gestita da uno o più manager, invece che direttamente dai propri soci. Infatti, il requisito del controllo da parte del richiedente del visto E-2 può essere dimostrato anche attraverso la propria posizione di manager, oltre che quella di socio. È altrettanto possibile dimostrare un controllo di tipo negativo. Ossia, anche assumendo che la società sia direttamente controllata solo dai propri membri, nel caso in cui si abbiano solo due membri e ciascuno detenga il 50% delle quote, ciascun membro gode dello stesso potere decisionale, potendo così immobilizzare l’altro semplicemente votando in maniera contraria ogni volta. Questa situazione viene definita come “controllo negativo” ed è considerata sufficiente ai fini dell’ottenimento del visto E-2 per ciascuno dei due investitori.

In breve, altri requisiti per il visto E-2 sono: che l’investimento provenga dall’Italia e sia già stato in parte effettuato (e non solo pianificato); che l’azienda abbia già aperto o sia in procinto di aprire; e che l’attività d’impresa consenta di ottenere un profitto consistente, e non solo di garantire la mera sussistenza di chi la gestisce. Infine, è anche possibile immobilizzare la somma da investire, condizionandola all’ottenimento del visto. Il visto E-2 ha la durata iniziale massima di 5 anni, ma è rinnovabile in maniera continuativa, fintantoché l’attività d’impresa persista.

In merito a tale visto, l’avvocato Sonia Oliveri è disponibile per fornire una prima consulenza gratuita.

Connazionali impiegati dal detentore di visto E-1 o E-2:

Ogni individuo detentore di visto E-1 o E-2 può assumere uno o più individui della stessa nazionalità per lavorare come Manager o come Specialist presso la propria impresa, sponsorizzandoli per un visto E da impiegato.

Sebbene la definizione giuridica di Manager e di Specialist sia la stessa utilizzata per i visti L (vedi la pagina dedicata ai visti L per maggiori spiegazioni), nel caso dei visti E, tale definizione viene interpretata in maniera più ampia, consentendo di inquadrare come Manager o Specialist molte tipologie di lavoratori. Così anche un individuo molto giovane e con scarse qualifiche potrà ottenere un visto E come manager, fintanto che si riesca a dimostrare che una volta ottenuto il visto E, andrà a ricoprire funzioni almeno in parte manageriali. Allo stesso modo, potrà considerarsi Specialist un individuo che vada a ricoprire funzioni specifiche, anche se non particolarmente specializzate; come ad esempio un cuoco tipo generico, senza particolari specializzazioni in un tipo di cucina particolare. Quindi, nel caso di visti E da impiegato, eventuali certificati, corsi di formazione, ed esperienza sono sicuramente d’aiuto, ma non ricoprono un ruolo cruciale ed essenziale come nel caso dei visti L (vedi la sezione dedicata ai visti L per comprendere le differenze). Anche il visto E-1 o E-2 da impiegato ha la durata iniziale massima di 5 anni, ma è rinnovabile in maniera continuativa, fintantoché l’attività d’impresa persista e fintantoché l’impiegato continui a svolgere la propria attività lavorativa.

In merito a tale visto, l’avvocato Sonia Oliveri è disponibile a fornire una prima consulenza gratuita.

Familiari del detentore di Visto E-1 o E-2 (sia principali che dipendenti):

Il coniuge ei figli non sposati al di sotto dei 21 anni possono accompagnare il detentore del visto E-1 o E-2 negli Stati Uniti. Inoltre, mentre i figli potranno solo ottenere un visto di viaggio, il coniuge ha diritto a richiedere anche un permesso lavorativo (il c.d. EAD) con il quale potrà svolgere attività lavorativa di ogni tipo (a differenza del detentore del visto E che potrà solo svolgere attività lavorativa all’interno della propria impresa).